Faq

- Chi è l'osteopata?

È un professionista che ha eseguito sei anni di formazione sulle scienze mediche di base (anatomia, patologia, fisiologia, biomeccanica, radiologia, neurologia, embriologia, viscerale e altre) per un totale di 5.000 ore teoriche e pratiche concludendo con un esame clinico seguito dalla presentazione della tesi che permette il conseguimento del titolo D.O.

- Quali sono gli strumenti di diagnosi?

L'osteopata, qualunque sia la causa per cui il paziente lo consulta, traccia un quadro specifico e completo della persona, si informa sulla sua storia attraverso l'’anamnesi, confronta gli esami biologici e radiologici al fine di trovare la o le cause reali dei problemi di salute.

- Occorrono esami medici clinici per la valutazione osteopatica?

È consigliabile, quando siano già stati fatti dal paziente, portare con sé al primo incontro raggi X, ecografia, TAC, risonanza magnetica, per ricercare eventuali controindicazioni al trattamento osteopatico.

- Quali sono gli strumenti di cura?

Dopo un’'accurata valutazione manuale (ispezione, palpazione, osservazione) l’'osteopata utilizza un solo strumento: le sue mani, e non prescrive alcun farmaco.

- In cosa consiste un trattamento Osteopatico?

Il programma di un trattamento è stabilito a partire degli elementi raccolti attraverso:

  • anamnesi: lettura diagnosi medica e raccolta informazioni del paziente per escludere gli aspetti patologici che costituiscono una controindicazione al trattamento osteopatico;
  • esame visivo: valutazione postura, posizione di testa e piedi, curve e asimmetrie dell'’individuo (statica e dinamica) ed analisi della forma cranica;
  • palpazione: individuazione delle strutture da normalizzare (cranio, colonna, bacino, arti, addome) Le tecniche manipolative utilizzate nel trattamento variano in funzione delle necessità terapeutiche riscontrate. Il numero di sedute dipende dalla risposta individuale.

- L’osteopatia agisce solo su disturbi di ossa e muscoli?

L’osteopatia interviene laddove si è creata una limitazione di movimento, in una o più zone del corpo, quindi nei vari apparati endocrino, metabolico, neurologico, viscerale e muscolo-scheletrico.

- Quante sedute sono necessarie?

Dipende dal problema. In media 3 sedute bastano, ma ci sono casi in cui una seduta può essere risolutiva e altri casi, invece più complessi, che richiedono più sedute. In ogni caso, il numero di sedute viene deciso in accordo col paziente in base alle sue necessità e ai miglioramenti riscontrati.


- Quanto tempo passa tra un trattamento osteopatico e l’altro?

La frequenza è molto variabile. Sta a discrezione dell’Osteopata e può andare da pochi giorni a 3 settimane a seconda dei casi. Ad esempio, in un caso di sciatica acuto il paziente, proprio perché molto dolente, potrebbe ricevere il trattamento dilazionato in due sedute a distanza di 2-3 giorni. Invece, un paziente che soffre di mal di schiena da 3 mesi (quindi molto sopportabile) potrebbe rivedersi per una seconda seduta a distanza di 2-3 settimane.

- L'effetto è immediato?

L'organismo umano risponde alle aggressioni con il suo potere di autoguarigione. A volte per un sovraccarico dell'unità psico-neuro-endocrina -immunologica il corpo reagisce "compensando al disturbo" con un adattamento che porta spesso con se dei sintomi spiacevoli, e a volte una malattia : più il problema persiste e più compensi avvengono. L'intervento sulla "lesione osteopatica primaria" favorisce in tempi relativamente brevi, il ripristino di un "nuovo ordine" e un conseguente effetto benefico. Nei casi in cui il dolore viene determinato da un evento che insorge bruscamente, come il torcicollo o il colpo della strega, il risultato del trattamento è generalmente repentino, soprattutto se coincide con una "lesione osteopatica". In casi diversi occorre un periodo più lungo prima che il corpo si riadatti alla nuova condizione funzionale.

- Il trattamento è doloroso ?

No, il dolore riferito dal paziente durante il trattamento è quello che fa capire all’'osteopata che è necessario mettere meno pressione e trattare più dolcemente, dunque dopo qualche secondo “conoscitivo” tra le mani dell'’osteopata e i tessuti muscolo-scheletrici del paziente, non si avverte alcun dolore. Il giorno successivo al trattamento osteopatico, soprattutto se si è trattato di un trattamento in prevalenza “strutturale” ci si può sentire un po'’ indolenziti, ma è assolutamente fisiologico e non deve destare alcuna preoccupazione.

- In un trattamento osteopatico ci si deve spogliare ?

Si, è necessario che il paziente si scopra per permettere all’'osteopata di eseguire la valutazione posturale, i test di mobilità e successivamente il trattamento.

- Ci vuole la prescrizione medica per fare una visita osteopatica?

Non ci vuole nessuna prescrizione, ci si rivolge direttamente all'osteopata ed è preferibile avere già una radiografia,risonanza,tac,ecografia o referti medici.

- Si può pagare il ticket per fare una visita osteopatica?

L'osteopatia è classifica tra le MNC,medicine non convenzionali pertanto non rimborsabili dal sistema sanitario.